Per fortuna che la cenetta da Kika ha risvegliato in me un po’ di voglia d’estate. Cenando sul suo delizioso balconcino, in una sera quasi e finalmente afosa, mi sono resa conto che in casa mia manca davvero un angolino all’aperto abbastanza spazioso da contenere un tavolino per procurarmi quel senso di ‘vacanza’ anche nei giorni infrasettimanali (da ragazza abitavo con i miei in una casa dotata di giardino pensile di 70 mq all’ottavo piano. Da lì ridevo di chi s’azzardava a dire che a Milano si vive male… Adesso ogni tanto sono costretta a dar loro ragione (ma solo a volte, miei cari colleghi bergamaschi!).  Il mio balcone attuale è lungo, ma talmente stretto, che potrei giusto pensare di metterci due sedie,  tenere il piatto sulle gambe e i bicchieri nel vaso del Gelsomino. Certo, sarei molto comoda in termini organizzativi, visto che il balconcino si affaccia in cucina (meglio dire il contrario forse). In alternativa potrei organizzare una cena nel giardino condominiale, che è davvero bellissimo – addirittura fontana d’epoca e roseti munito – con l’unico inconveniente di dover poi accoltellare Cerbero la portinaia, che si presenterebbe ancor prima di lasciarmi mettere la cena in tavola con una ramazza e urlandomi ‘Non si fa’, cosa che urla praticamente a tutti, tutto il tempo, tranne ai suoi nipoti che si pestano e urlano come ossessi in cortile alle 8.00 di domenica mattina. No, nemmeno questa è una soluzione.. bè, sapete che vi dico, per stasera mi accontento del salotto e del divano (sto arrivaaaandooo!) e da domani mi attivo per valutare l’opzione ‘cena sul tetto’. Buon week-end!

POMODORINI GLASSATI E FORMAGGIO CREMOSO HOME-MADE

Pomodorini glassati

una tazza di Pomodorini Pachino IGP

 2 piccoli spicchi di aglio

 olio extra vergine di oliva

 1 cucchiaio di origano essicato

 1/4-1/2 cucchiaino di sale (ma assaggiate prima di abbondare)

 1 cucchiaino di zucchero

 Prendete una piccola casseruola e copritene il fondo con uno strato di olio evo. Aggiungete i due spicchi di aglio e lasciate cuocere a fuoco bassissimo. Quando l’aglio è ammorbidito, aggiungete i pomodorini interi (sfrigoleranno un po’ nell’olio), sempre a fiamma bassa e via, via tutti gli altri ingredienti. Lasciar cuocere con un coperchio per 15/20 minuti o finchè i pomodorini cominceranno a sfaldarsi. A questo punto si può scegliere se tagliare a pezzettini i pomororini rimasti interi (io uso una forbice da cucina) oppure se lasciarli interi. Lasciate raffreddare il tutto, visto che l’estate si avvicina (ah si!?) mettere in frigo e servire freddi con crostini di pane :) Io li uso anche per condire paste e risi freddi, aggiungendo tanto basilico tagliato a filini sottili, sottili.

 Formaggio cremoso alle erbe home-made

 1 confezione di yogurt greco intero

 10 foglie di basilico (o prezzemolo, o menta)

 1/4 di spicchio d’aglio fresco

 4-5 gocce di limone

 Sale, olio e pepe

1 cestino da formaggio in plastica (io ne ho recuperate un paio acquistando 2 ricottine al banco fresco del supermercato).

Non ricordo dove abbia trovato questa ricetta, probabilmente su qualche rivista. Io non amo mangiare lo yogurt da solo, anche se lo uso abbondantemente come ingrediente. Ne avevo una confezione in frigo, ma non avevo idee su come impiegarlo. Ho provato dunque a fare una sorta di formaggio spalmabile home-made. A parte che l’idea in sé stessa mi dava soddisfazione, devo dire che il risultato non è stato affatto male, vi consiglio di provare! La sera ho preso lo yogurt e lo ho mischiato con il basilico e l’aglio tritati finemente. Ho sistemato di sale e pepe, aggiunto un goccio d’olio e qualche goccia di limone. Ho posto lo yogurt condito nel cestino di plastica forato, ho premuto e livellato la superficie del formaggio. A questo punto ho inserito il cestino in un barattolo di vetro, in modo però che il fondo del cestino non toccasse il fondo del vaso (l’obiettivo è che il siero dello yogurt possa scorrere e sgocciolare nel vaso, in modo che lo yogurt possa asciugarsi e rapprendersi). Ho sformato il formella di ‘quark’ 20 h dopo ed ecco pronto un formaggio dal sapore freschissimo.

Con questa ricetta partecipo al contest della mia adorata Cinzia e della bravissima Valentina: Colors & food, what else!

Ci sono cose che per le altre persone sono ‘semplici’ e per noi invece sembrano complicatissime. Lo avete mai notato? Lo vedo in ufficio: io potrei trovare anche il più piccolo errore in un’etichetta in pochi secondi, altri no, ma altri sanno distinguere tra Kg e tonnellate, mentre per me si tratta di cifre senza molto senso, che potrebbero anche essere euro, numeri di conti correnti o quark.. sono numeri, sono tutti diversi e tutti uguali. Bo’, che cosetti misteriosi, i numeri. Ecco, con il lievito liquido mi sta succedendo la stessa cosa, è semplice per tutti e per me no. Perchè? Kika me ne ha regalato un barattolino, il suo si chiama Alfie e il mio è stato battezzato Alfie JR. All’inizio è andato tutto alla grande, ho seguito le indicazioni, e ad ogni rinfresco lui cresceva, cresceva… che soddisfazione! Poi qualcosa è andato storto e Alfie JR non cresceva più (sembra io parli di una cosa pornografica, in realtà si tratta solo di lievito naturale, che ogni volta che si rinfresca – ossia si aggiungono in parti uguali acqua e farina – si riattiva e fermenta). Su consiglio di Kika ho prelevato 50 gr di Alfie JR e l’ho curato come un bambino. Ho chiamato il contenuto del nuovo barattolo Alfina e sembrava essere tornato tutto a posto. Col cavolo, anche Alfina ha smesso di crescere. A questo punto ho prelevato altri 50 gr da Alfina ed è nata Alfietta, poi Alfino, poi Alfiuccia e Alfio, infine Alfonso e Alfissimo. Tutti quelli che hanno il lievito naturale ne hanno in frigo un barattolo e dicono che curarlo è facilissimo. Io ho più lievito mezzo morto in frigo di chiunque altro (al mondo, panettieri di un tempo compresi). Parliamo di 9 vasetti, una genealogia infinita di Alfie,  e nessun lievito che cresca… Perchè?! In tutto ciò ho finito la farina e soprattutto lo spazio in frigo…

Si accettano consigli, eh!

TARTARE DI SALMONE, MELA VERDE E OLIVE TAGGIASCHE

300 gr di salmone freschissimo in fette tagliate sottili

1/2 mela verde

3 cucchiai colmi di olive taggiasche denociolate

1/2 limone

sale, olio evo e pepe

Congelare le fette di salmone. Bisognerebbe abbattere il pesce, prima di mangiarlo crudo, ma al momento non posso permettermi l’abbattitore… Comunque io l’ho acquistato freschissimo, l’ho congelato ben steso e coperto di alluminio e poi lo ho lasciato scongelare a temperatura ambiente, è bastata meno di un’ora. L’ho tagliato al coltello molto finemente, facendo dei cubetti di circa 5 mm per 5 mm. Ho unito la mela verde, dopo averla sbucciata e fatta a cubetti molto piccoli. Unire anche le olive taggiasche tritate e il succo di mezzo limone. Condire a piacere con olio, sale e pepe. Servire utizzando un coppapasta e decorando con timo fresco e fettine sottili di limone. Da far girare la testa :) in pochissime semplici mosse!

‘Compra tante piantine di basilico in offerta’. Certo, vado al Super e vedo tantissime piantine di basilico in offerta. Le metto tutte nel mio cestino, 6. Aggiungo una bottiglia di buon vino, degli hamburger, il nuovo bagno-schiuma/balsamo pubblicizzato in televisione e un po’ di verdure (ah, e banane, quintali di banane per l’amico speciale, che mangia solo tonno e banane. Lo so, tutti io quelli strani), e la lettiera per i gatti. Pago e come sempre, ho speso troppo. Faccio per uscire e di botto, come nemmeno in un film di Fantozzi potrebbe succedere, comincia a piovere. Piove, piove… diluvia, grandina. Ma non una grandinina milanese, una grandinona mai vista. In un attimo la strada è ricoperta di ghiaccio, immersa in un’atmosfera tra il ‘Vanilla sky’ e ‘L’incredibile Yeti’. Io ho tra le mani la lettiera dei gatti, un sacchetto della spesa pieno e naturalmente 6 piante di basilico. Niente ombrello. Sono ufficialmente un genio! Aspetto, nell’attesa faccio l’ennesima carta fedeltà, che perderò come tutte le altre e aspetto ancora. Grandine, pioggia, fulmini e tempesta. Guardo il basilico, considerando che il balconcino piantumato di fresco sarà ormai distrutto, meno male che ho loro… certo, a sapere come portarle a casa: è ovvio, sono a piedi. La bufera sembra interrompersi. Corro a casa con la scioltezza di un bradipo e trascinandomi la lettiera del gatto, il basilico, il vino e la crema da corpo, chiedendomi cosa poter abbandonare (niente). Doccia bollente. Mi faccio un thè caldo? No, cambio la sabbia ai gatti, pianto il basilico, aspetto le 20 e apro il vino. Prosit.

CHEESE NAAN

Questo pane, trovato sul blog sempliceveloce.it mi ha davvero regalato momenti di grande soddisfazione: intanto è veramente buono e gustoso (perdonate la banalità degli aggettivi, ma è proprio così) e poi è velocissimo da fare e può risolvere molto rapidamente un aperitivo organizzato last minute, una colazione all’americana e persino una cenetta davanti alla tele (Embé?  Ogni tanto, davanti ad un bel film? Con qualcosa di buono da mangiare. No?). Ho già in mente tutti i vari e possibili abbinamenti per arricchirlo in caso debba svolgere un ruolo più importante all’interno del menù.

½ bustina di lievito granulare

300 gr di farina (ho usato la 0)

1 vasetto di yogurt bianco (ho usato quello greco, magro)

3 cucchiai di olio

Acqua tiepida

Formaggio: avendo assaggiato questo tipo di pane al ristorante indiano e cercando di ricordarne il sapore, mi sono orientata sulle sottilette (ne occorrono almeno 10). A me così è piaciuto moltissimo ed era simile a quello assaggiato. La ricetta originale nel blog sempliceveloce.it prevede invece il formaggino Tigre.

Unire il lievito alla farina, mescolare brevemente ed aggiungere poi lo yogurt, l’olio, il sale e l’acqua. L’impasto non deve risultare appiccicoso, quindi aggiungere l’acqua lentamente, per valutare meglio quanta ne occorre effettivamente.

Formare una palla, inciderla a croce e posare in una ciotola. Lasciar lievitare per almeno un’ora.

Il mio impasto non è cresciuto molto, ma questo non ha avuto effetti negativi a quanto pare. Comunque lo ho preso dopo un’oretta e lo ho diviso in 4 parti (ma anche 5 volendo) che ho steso bene con un matterello cercando di dare loro una forma circolare. L’impasto è molto elastico e facilissimo da lavorare, ci vuole un attimo. Il disco deve avere uno spessore di 2/3 mm.

Nel centro di ogni disco ho posato due sottilette, una affiancata all’altra, non sovrapposte e poi ho chiuso il pane ripiegando tutti e 4 i lati verso l’interno e sigillando bene. Con il matterello ho anche ripassato il pacchettino, per livellarne bene lo spessore.

Ho lasciato scaldare sul fuoco una normalissima padella antiaderente e, tenendo il fuoco basso, vi ho posato la prima ‘busta’ di pane ripiena di formaggio. Ho lasciato cuocere per 5 minuti e poi lo ho girato, terminando la cottura per altri 5 minuti. La stessa operazione la ho ripetuta con gli altri pezzi.

Ho servito bollente insieme ad una insalata di cous cous e verdure che posterò presto.

Alla prossima occasione, prima di cuocere il pane, ho pensato di provare a farcirlo con delle foglioline di spinacio e della feta e di aggiungere alla varietà con sottiletta del prosciutto cotto.

Come credo molti di voi sappiano già, io lavoro piuttosto lontano da casa. Piuttosto, piuttosto: diciamo un 140 km al giorno tra andare e tornare. Con i tempi che corrono fare benzina equivale ad affrontare un investimento di quelli seri, pensate che per fare il pieno alla mia macchina ormai occorrono una novantina di euro (e lasciamo perdere tutte le equivalenze possibili per il mio benessere psico-fisico: 4 settimane di investimento serio in gasolio equivalgono ad 1 borsa di Gucci, cioè 12 borse nuove all’anno; in alternativa alle borse, in 4 anni potrei anche comodamente comprare un solitario di Tiffany, 1 carato minimo). Vista l’enorme crisi economica che sta colpendo anche il mio nucleo familiare, cioè me, per risparmiare ho dovuto prendere in considerazione l’opzione di farmi benzina da sola, mentre fino ad oggi ho sempre evitato molto accuratamente questa possibilità, schivando la parola Self Service come la peste: il distributore di benzina, ossia lo scatolone che segna i litri, i soldi che stanno per rapinarti e che ha la pompa inserita sul fianco destro, mi ha sempre molto spaventata. Ebbene, al primo tentativo, dopo aver fatto sforzi inumani per capire da che lato fermare la macchina, quale bottone schiacciare, quale tubo tirare, quale pompa prendere e dove infilarla, ho scelto per errore il Diesel Super e questo bastardo costa più di quello che utilizzo abitualmente. In sostanza, evitando il Self Service, avrei senza dubbio risparmiato: mi sono trovata pezzata per la fatica dell’aver fatto il pieno da sola e più rapinata del solito. Ieri secondo tentativo e la situazione è migliorata nettamente: ho scelto la pompa giusta, il lato giusto della macchina, il carburante giusto, (diesel NORMALE), ma proprio non mi riusciva di trovare il tasto ‘pieno’ e quindi ho riempito il serbatoio in 6 comode rate pigiando per 6 comode volte il tasto 10 € ed inserendo relativa banconota per 6 comode volte. Ho risparmiato perché invece di fare il pieno ho fatto solo 60 € (avevo solo 6 pezzi da 10), ma dovrò tornare al distributore prima del solito. Contrastare la crisi, non è affatto semplice.

APERITIVO ALLA FRAGOLA

Oggi ricetta proprio semplicissima, ma mi serviva tassativamente il rosa, ero di corsa e un po’ di alcool non poteva assolutamente mancare: settimana difficile e amica in arrivo!

350 grammi di fragole fresche

200 ml di latte scremato

2 cucchiai di zucchero

2 palline di gelato alla fragola

1 bicchierino di vodka

6 cubetti di ghiaccio

Pulire bene le fragole, privarle del (?) picciolo e tagliarle a pezzetti. Metterle nel frullatore e ridurle in polpa. Aggiungere lo zucchero, il latte. Frullare molto bene. Aggiungere infine la vodka e il ghiaccio, tritato fine. Mescolare e servire con una fogliolina di menta e qualche fragola intera. In questo caso ho preferito usare un bicchiere ‘moderno’, basso e trasparente. Per quanto riguarda il ghiaccio: io lo trito prima di frullare le fragole con il bimby, ma andrà benissimo anche rotto grossolanamente con un batticarne (senza rimetterci un dito, mettere 2 cubetti alla volta in un sacchettino di plastica trasparente e sbatterci sopra il batticarne o il martello – validissimo sfogo post giornata lavorativa), oppure semplicemente si può aggiungerlo intero proprio alla fine, 2 cubetti per bicchiere.

Con questa ricetta partecipo al contest della mia adorata Cinzia e della bravissima Valentina: Colors & food, what else!


Già, buon comple’ano’: a volte è proprio grazie al fatto di averla presa sonoramente in quel posto che capitano le cose migliori, adesso lo so e prometto di non scordarlo mai.

Un anno fa ero seduta esattamente dove mi trovo ora con un mattone di 200 kg sul cuore e un giramento di palle talmente forte, ma talmente forte, da far mancare il fiato: stesso giorno, stessa ora, fumate 200(mila) sigarette e lanciato bicchiere contro un muro. Adesso sorseggio beata il mio Berlucchi e sono scesa a 200 sigarette. Oggi sorseggio e osservo orgogliosa le mie cicatrici, le mie foto di torte, il mio blog rosa confetto e mi congratulo  con me stessa per il bene che mi hanno dimostrato le persone in questi ultimi 365 giorni e mi congratulo soprattutto per essere sopravvissuta sana e felice, che non è mica una cosa da poco.

- Mamma e papà: presentissimi e così incasinati, da avermi spesso fatto scordare i miei problemi, avendone una quantità discreta dei vostri da analizzare. Metodo alternativo, ma molto efficace. Oltretutto, problemi si, problemi no, il peggiore che avete è di volermi trooooopo bene. Grazie, grazie, grazie. Mami: domani bruschetta agliosa e filmone da me! Papà, non comprare il settimo iPhone, ne abbiamo 2 a testa (e non ne funziona nessuno). Ah, non so cosa esattamente ricordi del mio matrimonio, comunque non mi sono mai sposata! - Dario, mio fratello: Tesoro, il Vile mi ha lasciata un anno fa, non so come stia, ma grazie di avermelo domandato, sei sempre attento e sensibile con tua sorella :) - Colleghi: ma che vi posso dire? Se sono sopravvissuta è solo perchè non mi avete uccisa di botte e so che la tentazione è stata forte. Vedervi la mattina è sempre la cosa migliore e di fatto siete la parte migliore del mio lavoro, che di per se è anche fighissimo (quindi grazie pure a ‘lui’). - Galline, amiche storiche e delfine (le Galline vecchie fanno ottime TarTar, le amiche storiche lanciavano libri di latino dalla finestra, le delfine – essendo in realtà orche – si spiaggiano con me a Riva T): una cosa è certa, del ragazzo si può fare a meno, di voi no. Punto. - Ex amica: tu sapresti trovare qualcosa di spiritoso da dire, io no.  Ma per 285 giorni quest’anno, e per i 15 anni prima, ti devo almeno 7 milioni di grazie.  - Ex amici: bè, il Vile aveva pur bisogno di qualcuno a cui mentire. Da solo sarebbe stato difficile persino per lui. Capisco le scelte e non serbo rancore, anche se la nostalgia a volte è proprio forte. - Nuove amiche: (tra cui una che non sa cucinare e mi fa sbellicare raccontandomi di totani ripieni che le scoppiano in forno e compagni di tennis molto più bravi di me): nuove amicizie, ma scelte con cura e delle quali non potrei più fare a meno. - Tutto il mondo del blog: ho conosciuto solo persone ricche e piene di vita, prontissime a dare e condividere. Il panorama che si spalanca ogni volta, leggendovi e incontrandovi, è bellissimo!  - Selene e Valery: Sele, quando il vile se ne è andato mi hai chiamata tutti i santi giorni per 3 mesi consecutivi, festivi inclusi: io non lo scorderò mai. Da te ho imparato un pezzo fondamentale ‘dell’essere amiche’, che non conoscevo affatto. Valery, sei la sostenitrice più importante di questo blog, l’unica che proprio mi ‘cazzia’ se non lo aggiorno ed è la soddisfazione migliore che mi viene periodicamente data. Grazie a madre e figlia, a voi dedico il sorriso più grande che abbia mai fatto. - Ristorante indiano sotto casa: quei tavoli potrebbero parlare di tutti i miei appuntamenti… ma chiunque abbia letto il blog, ne sa anche di più. - I miei 2 gatti: sempre presenti, morbidi e rassicuranti. Nelle notti peggiori, mi avete accompagnata persino a far pipì, grattando e rovinando tutta la porta del bagno in trepidante attesa di tornare a nanna con me. Che farei senza voi due? (Sushi, io e  te da domani dieta! Non si scappa!) - Tu: resta esattamente quello che sei e io ti ringrazierò sempre. Ps. Si, ma prova a raccontarmi una palla e vedi cosa ti fanno quelli di cui ho parlato fino ad ora - Vile: vabbè dai, tutto sommato… grazie anche a te per quanto sopra. 

Invito chiunque inciampi nel dolore a tenere ben presente che ad un certo punto finirà, ma consiglio, tanto per velocizzarne la dipartita, di stare tra le persone. Le persone sono l’unica cosa che conti.


ROSE RUSSE

La ricetta la ho copiata parola per parola da qui. E usufruirò spesso di questo blog (Peccati di gola e amicizia), perchè era BUONISSIMA!! Per il lievito liquido (Alfie JR) non posso che ringraziare Kika!

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