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Yorkshire pudding… e correre

Non lo avrei mai ritenuto possibile, ma alla fine ho dovuto cedere, ho dovuto accettare che la mia vita sedentaria mi avrebbe portata ad una brutta fine (sarà…) e ho reagito coraggiosamente: sono andata a correre. Attualmente non c’è molto da aggiungere sugli ovvi vantaggi del praticare sport, fare attività fisica e bla..bla, ma in sincerità spero si scopra siano tutte bufale. Mi pare per altro che Trump lo abbia già timidamente accennato e non fosse lui stesso una bufala vivente, gli crederei ad occhi chiusi su questo tema: correre è troppo faticoso! A nulla vale il fatto che io non faccia che correre per tenere insieme la mia vita, sono impietosamente fuori allenamento. Ho scaricato una app che cronometra tutto, dal numero di passi al numero di respiri, in miglia, in metri, in herz, in GIGA, la sensazione è comunque quella di essere in punto di morte stando sul posto. Dicono che tutto ciò passerà con il tempo e l’esercizio, che poi diventi indispensabile, che liberi la mente e dia energia al cervello… può darsi, a me …

Giulia… oh mia cara!

Per la prima volta il post che vi propino sarà veramente lungo, già… perché dopo un anno di assenza, non saprei proprio essere abbastanza concisa. E mancherà anche la ricetta, perché ho un ingrediente unico e speciale di cui parlare: Giulia. Giulia è la mia bambina, ha quasi 6 mesi ed è la cosa più buffa che io abbia mai conosciuto. Si è sempre fatta capire benissimo, fin dal primo giorno: mal di pancia = scureggine, sonno = sbadiglio, fame = verso del maiale.  Infatti sono 6 mesi che mi chiedo: ma me l’hanno inviata apposta così, sapendo quanto fossi imbranata con i bambini? Non che sia la bambina perfetta, rompe le scatole in modo sublime a volte, ma anche in quel caso è chiarissimo quello che vuole. Insomma, io immaginavo me stessa di fronte ad un neonato indifeso e urlante, paonazzo per la disperazione, invece mi sono trovata davanti una faccia vagamente seccata  e molto esigente che chiedeva senza possibilità di errore: ‘Dammi subito quella tetta e non guardare l’orologio, tanto la voglio lo stesso!’. …

Piadine e mousse di pancetta (e bentornata a me)

Stamattina ho giusto quei 15 minuti che di solito non ho mai. Ho un appuntamento per lavoro qui a Milano, tra l’altro per svolgere una delle mie mansioni preferite (assistere ad uno shooting: foto di cibo, naturalmente!). Posso uscire di casa una mezz’ora dopo, osservare (vagamente in cagnesco) il fidanzato che si gode il telegiornale della mattina, commentando ogni fotogramma o scemata di politico, mentre io di solito sono già uscita da un pezzo (oh, ma che vita rilassante che fa: lì, spaparanzato sul divano a proferir giudizi sul mondo, ma chi l’ammazza!) e posso, finlamente, postare qualcosa su questo blog orfano e dimenticato. Il post sarebbe dovuto essere dedicato al Giappone, ma dal nostro ritorno è stato impossibile trovare il tempo di selezionare le foto, trascrivere le ricette del corso di cucina che ho fatto a Tokyo e soprattutto riprodurre qualcuno dei loro piatti. So di non dire nulla di nuovo, ma il lavoro mi ha completamente assorbita, più che altro la mia vita da pendolare, con conseguente pigrizia serale, giramenti di palline (anche …

Pomodorini confit (e ansia da prestazione)

Dopo varie vicissitudini professionali, come alcuni di voi sanno,  mi hanno passata alla categoria dei ‘surgelati’. Lo desideravo da anni, ma sti surgelati restavano sempre in disparte, privi della possibilità di essere accuditi e cresciuti da qualcuno in particolare (cioè me!). A livello di ricettame mi offrono una possibilità di combinazioni espandibili all’infinito (che però è un segno matematico, quindi per me incomprensibile). Voglio dire, si possono surgelare le lasagne, sai che mix di verdure potrei creare? Colorate, fresche e buone al disgelo? Condite, o no, come mi pare?  Ma, c’è un ma: io di surgelati non so nulla, ne so solo di ‘conservati’. E allora, cervello, lavora e lavora. Ecco, nessuna idea, confusione, come se non avessi la minima competenza. Perchè? Perchè le idee mi mollano adesso?! La verità è che la mia vita è rimasta chiusa nelle lattine di legumi e piselli ed è ancora convinta di avere uno spazio un pochino angusto entro cui muoversi. Al supermercato non riesco a visualizzare i freezer, per capire cosa fa la concorrenza, sono enormi e …

Insalata con feta e fragole (e accidentaccio!)

‘Questo non è un vero post e non ha proprio la pretesa di esserlo, ma siccome manco da un pezzo, non ho voluto aspettare fino a domenica. Almeno così vi lascio un saluto e mi sfogo 2 secondi: oggi al lavoro è stata una giornata pessima! ACCIDENTI, PORCACCIA LA MISERIA NERA e UFFA! CAVOLO (e raffica di altre parole che con la verdura hanno meno a che vedere)!  VALERIANELLA, FETA, FRAGOLE E MENTA  Ricettina rapidissima preparata in occasione di un pic-nik organizzato con Kika e Paola. La ho provata anche nelle versione con i lamponi e mi è piaciuta moltissimo (e per questa versione ho sostituito il limone con l’aceto aromatizzato all’erba cipollina che mi ha regalato Cinzia). Non ditemi che devo darvi la ricetta, perchè come tutte voi, più abili ed esperte, saprete ho solo mischiato insieme tutti gli ingredienti: insalata valerianella ben lavata, 130 gr di feta a cubetti, 10 fragole pulite e tagliate a pezzetti, mentuccia fresca, olio, sale e il succo di uno spicchio di limone.

Un brunch in coppia (e capire gli uomini nel profondo)

Ieri pomeriggio ho accompagnato l’amico speciale all’Ikea. Lui con 146 € ha arredato mezza casa, io con 46 € ho comprato le solite 60 candele alla Vaniglia che si aggiungono alle 60 alla Cannella che già avevo (ah, anche presi i tovaglioli colorati in offerta, verde pastello mi mancavano.. prese le patatine, perfette per la mia dieta, mmm, già). Nonostante le due ore di cammino tra divani, salotti e ricostruzione di case di 20 mq con cucina, bagno, salotto in camera da letto e cabina armadio compresi, non siamo riusciti a scegliere le lampade perché tra quelle offerte non c’era proprio una plafoniera che ci convincesse. Ancora a metà giro e troppo spavaldamente, ho detto: ‘Tranquillo, al LeRoyMerlin le troviamo di sicuro!’, scordandomi subitamente questa affermazione. Abbiamo pagato che ormai erano le 19,  mi sono infilata in macchina dopo averla caricata (insomma, assistendo il caricatore ufficiale, diciamo) sudaticcia e stanca morta e molto provata per aver rinunciato agli hot dog, alle polpette svedesi e al salmone marinato, e pregustando doccia tiepida, incremata generale, cenetta, divano e tv. …

Succo di frutta home-made (e partita)

A parte che ho serie difficoltà a pensare che fra 8 ore sarò ancora solida e non liquefatta, quello che mi aspetta è la visione della partita stipata in un birreria qui in zona. Ho promesso a Fra che lo avrei accompagnato, ma me ne sto già pentendo. Uno dei pochi pregi della mia vita passata era sicuramente il fatto di essere automaticamente esclusa dagli eventi calcistico-mondani in quanto ‘essere di sesso femminile’. L’invito quindi è giunto inaspettato e non ho avuto la prontezza di esplodere in una fragorosa risata. Non che la finale mi lasci completamente indifferente, ma avrei potuto guardarla con la coda dell’occhio comodamente stirando nel mio salotto, impastando il pane o eliminando il calcare dai rubinetti. Invece l’idea di essere accorvata ad un tavolaccio di bar, in mezzo a degli scimmioni urlatori, mi scoraggia sempre più. E poi io dico sempre le cose sbagliate in questi casi, come la frase ‘buona partita’ quando qualcuno va allo stadio prima di un grande evento. Le mie parole vengono accolte con toccate di ‘pacco’ …