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Mariage (E risotto stellato)

Ieri si è sposata la mia migliore amica ed io ero la testimone. Giunta a Villa Reale con largo anticipo ho visto arrivare più o meno tutti gli invitati e avvicinandosi l’ora della cerimonia mancava solo la sposa. Sposa che ha cominciato a farsi aspettare. Aspetta, aspetta un’impiegata del Comune alta 50 cm e larga 90 cm è uscita nel portico starnazzando minacciosa che dovevamo sbrigarci, puntando dritta verso di me (strano, eh?!), perchè mezz’ora dopo si sarebbe svolto un altro matrimonio. Innanzitutto mi ha presa per la sposa, temo a causa del mio molto fuori luogo spolverino bianco. Chiarito l’equivoco deve aver pensato fossi la wedding planner, dato che mi ha chiesto, sempre molto gentilmente, di buttare tutti gli invitati all’interno della sala, rincuorandomi con dolci parole del tipo: ‘qui, vi salta il matrimonio, se non vi ”spizzate” (eh?!). Devo aver invitato ad entrare anche qualcuno del matromonio prima, ma pazienza. Un po’ preoccupata mi dirigo allora verso lo sposo, per sapere se avesse notizie della fidanzata, ma non sono riuscita ad ottenere risposta, …

Risotto di Viviana Varese (e ricerca di un’idea)

Uno dei momenti più belli della mia vita è stato il primo giorno di congedo maternità. Ero per la prima volta padrona del mio tempo, senza sensi di colpa al pensiero della mia scrivania vuota e senza ansie, con milioni di cose da fare, tra cui finalmente qualcosa anche per me. E da così tanto non mi capitava di poter disporre della mia giornata, che sembrava un giorno di vacanza, sole perenne: passeggiare per andare a fare le analisi del sangue, vedere un’amica e fare colazione per due ore, andare a visitare nidi, acquistare reggiseno XXL e pomodori sardi al mercato. Tutto: ‘con calma’. Anche i mesi successivi,  con bambina al seguito, non sono stati affatto male: magari eravamo padrone del mio tempo insieme, magari non ho più avuto tutta quella calma, ma la libertà di prendere e andare non ce la poteva togliere nessuno e non ci siamo mai annoiate, nemmeno per un secondo. Quel primo giorno  a casa però mi è rimasto impresso e lo ricordo con incredibile nostalgia.  Non si tratta di …

Nido (e Giardino fiorito di V. Varese)

La scelta del nido è stata lunga e complessa, per fortuna mi ero portata avanti, cominciando le ricerche online che ancora non ero incinta. Del resto lavorando così lontana da casa, avevo bisogno di un posto che rispondesse ad esigenze piuttosto complesse e che di certo non chiudesse alle 16.30 (e mi piacerebbe capire che cavolo se ne fanno le persone dei nidi che chiudono a quell’ora, non lo sanno che per tenersi un posto di lavoro oggi si esce dall’ufficio a mezzanotte?!). Alla fine, ormai vicina al parto, capito quasi per caso in questa ludoteca vicino casa, dove mi mostrano per prima cosa ‘il bosco’, un grande salone pieno di enormi ed allegri alberi artificiali, una gigantesca piscina di palline alla quale manca giusto il trampolino da 3 metri, e poi le classi, pulitissime ed impeccabili, ma ricolme di giocattoli e tappetoni colorati. Chiedo di visitare i bagni, dove minuscoli wc rosa e azzurri risplendono uno di fianco all’altro e sui fasciatoi in legno naturale stanno impilati pannolini in puro cotone, creme idratanti e …

Vellutata di zucca (e zucca)

Oggi è una di quelle tipiche giornate così, così. La sveglia di Fra mi ha buttata giù dal letto alle 7.30 (lui è in Calabria da suoi per il week-end). Ovviamente non riuscivo a spegnerla, dopo averla sbattacchiata senza risultato sul comodino, sono ripiombata nel sonno. Mi sono svegliata un’ora dopo con una pila stilo in mano… A parte i soliti lavori domestici e la produzione settimanale di pane, mi aspettava qualcuno in cucina, che da giorni necessitava delle mie attenzioni: una gigantesca zucca, ricevuta in regalo dal Signor Pino durante le riprese di alcuni spot pubblicitari registrati una decina di giorni fa. Spot che si ambientavano in una meravigliosa villa ottocentesca circondata da serre ed orti. Ma chi mi conosce sa bene che io non amo la natura in modo spassionato, affatto. Dopo un’ora vagavo dietro ai cameraman con il mio vestitino a fiori troppo leggero, gli stivali di camoscio beige macchiati di terra, cercando nervosamente un punto dove il cellulare aziendale prendesse e nel contempo indecisa se sedermi su un grande sasso oppure …

Penne al pesto di caprino e pomodori secchi con scorza di limone (e dai vigili)

  Dai vigili, non perchè finalmente hanno deciso di ritirarmi la patente, no, no. Dai vigili per lavoro. Si da il caso che dovessi organizzare un importante open-day aziendale, per raccontare a giornalisti, blogger e stampa di settore, quante più cose possibili sull’azienda, in un contesto allegro e ben organizzato, con tanto di chef, catering, vetrine, poster e totem con gigantografie del logo e dei valori aziendali…. e vasche frigorifere ricolme di prodotti. Tutta questa roba, una volta approvata  dai capi, stampata, ri-approvata, migliorata, peggiorata e ristampata  (e una serie di altre cose), doveva essere consegnata nella location prescelta, in centro a Milano, e sistemata a dovere il giorno prima dell’evento. Il suddetto giorno, tutta questa roba si trovava su un camion refrigerato di 16 metri a Bergamo. Bene, aspetto il camion nella location e nel frattempo comincio a disporre insieme all’agenzia di PR il resto delle cose. Ricevo però una telefonata, dove mi dicono che il camion non può entrare in città e tanto meno sostare in Corso Magenta in pieno giorno perchè nessuno …

Lasagne delle Sorelle Simili (e uff… e se leggete il post, bè, scusatemi per lo sfogo!)

Uff.. perchè 4 giorni consecutivi lontana dal lavoro (grazie ponte!), non mi hanno minimamente aiutata a staccare la spina. Il nervosismo c’era ed rimasto qui con me, incollato come un post it sulla fronte (ma senza la caratteristica tipica del vero post-it, cioè staccarsi troppo facilmente). Ho strillato in casa, più o meno a ragione e il cestone della roba da stirare mi sembra sempre più pieno. Ma mentre lo guardo mi girano più del solito perchè so che, per quanto io possa diligentemente svuotarlo, lui tornerà ad essere sempre pieno. Dico, ma è possibile? Stessa cosa i 3 chili di troppo, stessa cosa la sabbia dei gatti, stessa cosa il fidanzato spappolato sul divano con aria assente. Ma che oh!!! E a chi mi dice: ‘Dai, in fondo non hai nemmeno dei figli!’ mi viene finalmente di rispondere: ‘Ah si!? E tu non hai un lavoro a 70 km da casa e non devi investire lo stipendio per andarci, tu non hai la famiglia sciamannata che ho io e nemmeno la mia mania per …

Lenticchie semplici, week-end complesso

Week-end lunghissimo, difficile da riassumere nelle 20 righe che mi concedo solitamente, per non annoiarvi. A Roma per lavoro, per il Taste. Vorrei dichiarare qui che ho pranzato con Sigrid e che rifarei tutto solo per potermi ritrovare a chiacchierare con lei, della cui semplicità, secondo me, potrebbero rendersi conto in pochi guardando le sue ricette e foto perfette e i libri pubblicati, di cui l’ultimo  da pochissimi giorni (io non sono ancora riuscita ad averlo, ma appena lo avrò acquistato, vi dirò di cosa si tratta… molto divertenti sono stati i racconti dell’autrice sulla realizzazione della copertina). Il Taste di per se stesso mi ha deluso quasi da tutti i punti di vista e comunque me lo sono goduta poco, sempre a far PR e sempre a far la guardia allo stand aziendale per il quale mi trovavo all’evento. Se non fosse stato per Nadia, credo che le rogne di lavoro e i problemi logistici mi avrebbero distrutta. Questa simpaticissima donna, cui sono legata per motivi di lavoro da molti anni, non solo mi …