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Il patè della zia (e censura)

Vabbè, io volevo raccontare del primo Natale passato con i miei suoceri, sinceramente ne valeva la pena, ma sono stata censurata! Il fidanzato è stato molto chiaro: il blog resterà per sempre on line, il blog è raggiungibile da tutti, la rete è pericolosa, tutto il mondo è paese, prevenire è meglio che curare, gli ultimi saranno i primi etc… E’ anche vero che ‘non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’ (cioè me) e quindi: ve lo dico, io sono sopravvissuta a stento! Il prossimo Natale me ne vado in Tibet e scelgo il cuccuzzolo più alto del luogo più isolato che possiate immaginare (che no, non è casa loro, in questo caso). Aggiungo per onestà intellettuale che anche la mia famiglia è piuttosto pittoresca, amabile e allegra eh, ma incredibilmente numerosa (quindi munita della sua buona percentuale di pazzi, nevrotici e malati immaginari). Il risultato è che alla fine di queste feste, avevo gli occhi lampeggianti come le lucine dell’albero e altre cose che giravano vorticosamente come le palline. Devo infine ammettere …

Guacamole, gnagnera e convivenza.

Devo dire che a volte, in questa vita quotidiana, mi sento proprio priva di spunti. Faccio tante cose, vedo i tanti amici, ma arrivata al primo del mese, mi rendo conto che non passerò a casa che 5 sere: 4 dedicate allo stiro, 1 dedicata alla rottura di palle. Esatto, la rottura di palle. Io, almeno una sera al mese, ho la gnagnera. Di cosa di tratta, ammesso che tale termine possa trovare definizione? E’ uno stato mentale di generale insoddisfazione, che si risolve in corsi e ricorsi del mio cervello, che mi portano ad essere un po’ triste, un po’ nervosa e un po’ nulla. E’ quando l’aspettativa diventa un dejà vu, le decisioni ti sembrano sbagliate o semplicemente non ti sembrano più delle vere decisioni ed è quando, se per caso pesti un piede nella gamba del tavolo, hai una reazione abnorme (e aggredisci la gamba del tavolo prendendola ad umanissimi insulti, sperando che risponda per fare a cazzotti). La gnagnera è odiosa. Quando la hai, ti sembra non avere una fine. Convivere …

Mozzarella sistemata per le feste (divano e fornelli negati)

Fulmini e saette a Milano oggi pomeriggio… ragazzi che tempaccio! E infatti si avvicina la classica serata che vorrei passare davanti alla tv, dopo cenetta easy (tipo riso in bianco con chili di burro e parmigiano… embè!?!) e invece ho una delle migliori amiche – gruppo Tricheche – che parte e non posso non andare a salutare, ovviamente abita dal capo opposto della città.  Domani sarebbe la classica domenica che passerei a cucinare, forno accesso, finalmente, e invece che mi aspetta? Un bel matrimonio di estraneo (collega di Fra) sotto la pioggia. Adesso ditemi voi se questa è una bella prospettiva! Perchè, se dell’amica non posso fare a meno, del matrimonio bagnato e fortunato invece me ne laverei le mani alla stragrande! Ok, ho finito di lamentarmi. Di buono c’è che credo di aver resuscitato il mio lievito liquido Alfie Jr e che in settimana proverò ad utilizzarlo per vedere se è tornato in forma e di buono rimane sempre il fatto che domani sia domenica e non lunedì. Inoltre posso anche affermare di essere …

Aperitivo romantico in balconcino (e duro rientro)

Lunedì scorso sono rientrata in ufficio e la settimana non è stata leggera e spiritosa come avevo pensato: nuova legislazione = 100 etichette da correggere e far ristampare alla velocità della luce, con valori nutrizionali rivisti, eliminazione di claim, aggiunta di note di vario tipo. Sticazzi, non vi potete immaginare e nemmeno io, visto che non mi aspettavo di trovare nulla del genere al ritorno, ancora rilassata e fresca d’abbronzatura. Caldo? E chi lo ha sentito, sono sempre stata chiusa in ufficio al fresco (nel senso che di prigione trattavasi). Il senso di ‘ancora vacanza’ lo ho avvertito solo al rientro quotidiano a casa, dopo la canonica oretta di ripetitiva radio in macchina e autostrada A4, verso le 20, trovando parcheggio sotto casa – stile ricca hollywoodiana – trovando la casa pulita e ordinata (frutto di: gatti ancora al mare, cene senza spadellare, cene in 2 e non in 4 o 6: amici perlopiù ancora via) e niente panni stesi, visto che tra il prelievo dalla lavatrice allo stendino, erano già rinsecchiti e asciutti, pronti …

Mamma’s Friggitelli (e navigar m’è dolce in questo mar)

‘Mercoledì, ho ancora davanti 3,5 giorni di paesino di mare e poi tornerà tutto come sempre. Mai come quest’anno avevo bisogno di ‘qui’, della ‘non ansia’, la ‘non fretta’, la ‘non lotta a che tutto sia perfetto’. Mai come quest’anno vorrei potermi fermare un mese e senza la minima paura di annoiarmi, anzi, con una voglia matta di annoiarmi e valutare solo il colore del prendisole e se mettere la protezione 30, 20 o 15, che mi pare già una cosa ai limiti della fatica più estrema. Bello, questo dolce far niente. I soldi, in questa piccola dimensione, hanno smesso di scappare dal portafoglio magicamente e senza ragione  come succede quotidianamente a Milano (bè, qui sono a carico della mamma!). Non mi sono dovuta occupare nemmeno di Sushi e Tabata, perchè anche a loro pensa mia madre, che tra l’altro è riuscita a far dimagrire quel panzone di Sushi e cerca invece di rimpinzare quella sorta di ‘anoressica cotoletta siamese’ che mi ritrovo al posto di una gatta vera (in questo caso senza troppo successo). …

Pinzimonio melone e mela-verde alla ligure (e cenetta sul tetto)

Settimana scorsa sono andata a cena dalla mia migliore amica. Ha un appartamento meraviglioso, una mansarda in pieno centro storico con terrazzino ricavato nel tetto che affaccia sui tetti di Milano dall’ottavo piano. Non vi posso descrivere quanto sia bello, bello e mini! Volevo assolutamente mangiare fuori, ma effettivamente in 4 era un po’ complicato: abbiamo cominciato ad incastrarci uno nell’altro,  pure un po’ nervosetti dopo la giornata di lavoro, con la nostra ospite alle prese con pentole e padelle, apparecchiatura e spostamento di tavolino, tutto contemporaneamente. Appena ci siamo seduti, Fra ha rovesciato la bottiglia di acqua sul tavolo che si è rapidamente svuotata sulle gambe del ragazzo della Nene (impassibile lui ha fatto ritorno in balcone con un paio di bermuda, per poi cominciare una lunghissima caccia alla zanzara che lo ha visto perdente per i primi 6 round: zanzare 10 – Luca 2; abbiamo deciso infine di fare la doccia con l’Autan ed è andata meglio: Autan 10 – zanzare 5). La pasta alle verdurine era ottima, ma continuavamo ad urtare oggetti …

Insalata con feta e fragole (e accidentaccio!)

‘Questo non è un vero post e non ha proprio la pretesa di esserlo, ma siccome manco da un pezzo, non ho voluto aspettare fino a domenica. Almeno così vi lascio un saluto e mi sfogo 2 secondi: oggi al lavoro è stata una giornata pessima! ACCIDENTI, PORCACCIA LA MISERIA NERA e UFFA! CAVOLO (e raffica di altre parole che con la verdura hanno meno a che vedere)!  VALERIANELLA, FETA, FRAGOLE E MENTA  Ricettina rapidissima preparata in occasione di un pic-nik organizzato con Kika e Paola. La ho provata anche nelle versione con i lamponi e mi è piaciuta moltissimo (e per questa versione ho sostituito il limone con l’aceto aromatizzato all’erba cipollina che mi ha regalato Cinzia). Non ditemi che devo darvi la ricetta, perchè come tutte voi, più abili ed esperte, saprete ho solo mischiato insieme tutti gli ingredienti: insalata valerianella ben lavata, 130 gr di feta a cubetti, 10 fragole pulite e tagliate a pezzetti, mentuccia fresca, olio, sale e il succo di uno spicchio di limone.