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Risotto di Viviana Varese (e ricerca di un’idea)

risotto v varese 2-6

Uno dei momenti più belli della mia vita è stato il primo giorno di congedo maternità. Ero per la prima volta padrona del mio tempo, senza sensi di colpa al pensiero della mia scrivania vuota e senza ansie, con milioni di cose da fare, tra cui finalmente qualcosa anche per me. E da così tanto non mi capitava di poter disporre della mia giornata, che sembrava un giorno di vacanza, sole perenne: passeggiare per andare a fare le analisi del sangue, vedere un’amica e fare colazione per due ore, andare a visitare nidi, acquistare reggiseno XXL e pomodori sardi al mercato. Tutto: ‘con calma’. Anche i mesi successivi,  con bambina al seguito, non sono stati affatto male: magari eravamo padrone del mio tempo insieme, magari non ho più avuto tutta quella calma, ma la libertà di prendere e andare non ce la poteva togliere nessuno e non ci siamo mai annoiate, nemmeno per un secondo. Quel primo giorno  a casa però mi è rimasto impresso e lo ricordo con incredibile nostalgia.  Non si tratta di quante corse oggi io sia costretta a fare o di quanto io sia stanca tra bambina, lavoro, pendolarismo, gatti, bucati…, ma del fatto che tra queste cose, nulla colma i miei vuoti spazi mentali. Perché 9 mesi fa il mio entusiasmo era incendiato dall’ esperienza o dal pensiero più banale e oggi, che non ho tempo nemmeno per fare benzina, mi sento vuota come un uovo di Pasqua dietetico senza sorpresa? Probabilmente il nuovo capo accentratore (che mi ricorda di scrivere broccoli su un misto di broccoli, qualora mi fosse venuto in mente di scriverci asparagi) non mi sta aiutando;  probabilmente fare la mamma è bello, ma per me non può assolutamente essere la ‘sola cosa’, sta di fatto che passano frenetiche le giornate senza che io mi senta realmente appagata, come se le ore scorressero per qualcuno al di fuori di me. Non ho nessuna calma, ma non ho nemmeno qualcosa che vorrei fare ‘con calma’. Continuo a pensare che devo cambiare qualcosa, il problema è che stavolta non so davvero da che parte iniziare. Sono alla pazza ricerca di un’idea che mi restituisca l’entusiasmo (ma che possa anche pagare le spese di condominio). Sono alla ricerca di un’idea che mi restituisca il contatto con me stessa (già che ci siamo che mi faccia anche perdere un paio di chili e che stiri al posto mio).

risotto v varese 2-5

RISOTTO  – (di Viviana Varese) – Modificato e semplificato  (e senza nessuna pretesa rispetto alla versione originale!) La versione originale è all’interno della raccolta di ricette I nati per soffriggere (Viviana Varese e  Sandra Ciciriello) 

80 gr di Robiola di capra

230 gr di riso per risotti (in questo caso del semplice Carnaroli)

1/4 di Cavolo rosso

1 Barbabietola

1 Peperone giallo piccolo

1 Peperone rosso piccolo

1 ciuffo abbondante di Prezzemolo

1 Cipolla

1 tazza di brodo vegetale

40 gr di Burro

Più di 24 ore prima: POLVERE DI PREZZEMOLO Sbollentare il prezzemolo, raffreddarlo in acqua e ghiaccio e farlo essiccare per 12 ore a 45 °C. In alternativa si può mettere su un calorifero. Una volta essiccato, pestarlo con un mortaio.

Più di 24 ore prima: POLVERE DI VERDURA Si può ottenere una polvere di  carote, cavoli viola, barbabietola rossa e peperoni: tagliare le verdure molto sottili (con una mandolina o una affettatrice), metterla in forno ad essiccare a 65 °C per una notte, quindi frullare.

RISOTTO: Far appassire la cipolla nel burro a fuoco basso. Aggiungere il riso e lasciare insaporire per qualche minuto. Aggiungere il brodo e far cuocere il riso al dente, controllando che sia abbastanza saporito ed eventualmente aggiustando con un pizzico di sale. Spegnere il fornello e aggiungere la robiola di capra. Lasciar mantecare con il coperchio e poi disporre nei piatti. Decorare ogni piatto con la polvere di verdure e petali di fiori eduli.

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5 Comments

  1. mari says

    ciao cara! non sono mamma e quindi forse non so bene cosa significa districarsi tra tutto e tornare a una normalita’ piu’ complicata o anche “solo” piu’ piena, dopo l’idilliaco periodo della maternita’. Pero’ ogni tanto quel senso di vuoto capita di sentirlo, chiedersi dove stanno andando i giorni, che scappano via tra le mille cose da fare. E insomma, volevo solo dirti che
    a) passa;
    b) per quel poco che ti conosco, mi sembri un vulcano di idee, quindi a breve di sicuro ti verra’ quella giusta;
    c) e’ tutta colpa del capo accentratore – ahahaha

    a presto

  2. Ogni tanto torno a chiedermi dove sto andando ma soprattutto mi sembra di navigare senza la possibilità di governare la barca su cui mi trovo. Il motto dell’anno nuovo è stato POCHE COSE MA FATTE BENE. DISCIPLINA e CONCENTRAZIONE.
    Forse il vero problema è che siamo sottoposti a millemila stimoli e si finisce per non approfondire mai nulla veramente restando a galleggiare senza la minima soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile e costruttivo.
    Già mi piacevi, ancora di più stimo una donna che non fa della propria maternità l’unico motivo di vita. Chissà se un giorno riusciremo ad incontrarci anche con la mitica Cinzia :-)
    Buona ricerca, stai tranquilla, non passerà :-)
    PS: risotto bello ma che richiede una gran pazienza per ottenere tutte quelle polveri usando il forno…

  3. Non posso capire la moltiplicazione degli impegni quotidiani e della scarsità del tempo per se stessi con lo sconvolgimento che porta una pupetta, ma sulla necessità di un cambio di direzione e sul non sapere, però, da che parte iniziare, su quello sono tua sorella in armi. Cioè, io qualche idea ce l’avrei pure, ma pare che quando tento di metterle in pratica vanno a scatafascio ancor prima di dire “beh”. Cerco anche io di farmi venire delle idee.. le trovassi anche io che pagano le spese condominiali e stirano al posto mio (anche se io, per la verità, non stiro) non mi spiacerebbe.

    Un bacione

  4. e pensare che io nemmeno lavoro e il tempo non ce l’ho lo stesso. mi accorgo ora che è da maggio che non passo di qui… imperdonabile.
    questo risotto è un’esplosione di colori

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