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Arrosto al miele e alloro (e voglia di tenerezza)

Si vola a Parigi per trovare care amiche e perdersi sulla Rive Gauche, tra negozietti pieni di ‘roba con i gatti sopra’ e scorci romantici. Già, perchè la voglia di coccole comincia a farsi sentire e cerca di espugnare quella parte di me che vorrebbe rimanere insensibile e ben al sicuro da altri traumi. Eppure, di fronte a qualcuno che mi offre un abbraccio ed sms zuccherosi, l’anima inespugnabile si scioglie come neve al sole e cola dappertutto. E’ bastato che un amico posasse dolcemente una mano sul mio collo per farmi tornare in mente cosa effettivamente sia la tenerezza. Che brivido! (Noooo, nessuno faccia supposizioni sull’amico, tale è e tale rimane).  Morale: non avendo io fidanzati, ma solo futuri ex fidanzati, meglio che l’amico resti tale. ARROSTO DI MAIALE AL MIELE E ALLORO 800 gr di lonza di maiale 1/2 bicchiere di vino bianco 200 ml di latte 5 cucchiai di miele 2 foglie di alloro 2 spicchio di aglio burro, olio, sale e pepe Steccare il maiale con i due spicchi di aglio. …

Pollo in agrodolce (e serate da adulta)

Ieri sera sono andata a ballare con le mie amiche. In fondo non è cambiato poi molto da quando ci andavo quattro volte la settimana a 22 anni. Le dinamiche sono esattamente le stesse (molto confortante e divertente) e ieri ho potuto verificarlo di persona. Ci si guarda in giro, si balla – tra l’altro si ballano le stesse canzoni di quando avevo 22 anni, visto che il genere era ‘revival’ – si bevono troppi cuba libre e poi un ragazzo carino alla fine si avvicina. Tutto esattamente come 9 anni fa. Il ragazzo ti parla, ti dice come si chiama e cosa fa e ti fa qualche domanda: nome, professione (prima era il corso di studi, ma fa lo stesso) e età. E poi ti sorride e ti dice che hai degli occhi stupendi; tu ricambi il sorriso e pensi che sia davvero carino. Ti sorride ancora e ti dice languidamente: ‘ Andiamo da me?’. E tu pensi: ‘Maaaa… sei scemo?! Non dovevi chiedermi ‘andiamo al bancone a bere qualcosa?’, come sarebbe successo 9 …

Feta al forno con verdurine (e un sabato di pioggia un indovino mi disse)

Un sabato di pioggia un indovino mi disse che se fossi riuscita ad amplificare i segnali dei miei sentimenti, forse finalmente sarei riuscita a vedere il cielo. Ho pensato a lungo e alla fine sono uscita di casa, a passeggiare sotto la pioggia. Ho pensato ancora e poi stanca di pensare sono entrata in un grande negozio di roba tecnologica, per sbirciare se per caso non ci fossero delle lampade per le mie foto (i nuvoloni non mi stanno aiutando di certo, di questi tempi, costringendomi a spalancare il diaframma e mettere a fuoco solo l’oliva in centro alla pizza). Per puro caso ho origliato la conversazione di un cliente che chiedeva ad un commesso ragguagli sul mal funzionamento del digitale terrestre. Solo in quel momento ho capito di aver frainteso le parole dell’indovino: non  intendeva invitarmi ad amplificare i segnali dei miei sentimenti per vedere il cielo, ma semplicemente a ‘comprare un amplificatore di segnale digitale così  finalmente avrei visto Cielo!’ Evidentemente l’indovino non era in vena di romanticismi, ma almeno adesso Cielo funziona :) …

Bourlesque (e Straccetti di pollo al pesto di zucchine)

Esatto: bourlesque. Ritenevo potesse essere uno sport (sport?!) molto adatto a me e ideale soprattuto per darmi qualche gratificazione e una buona dose di divertimento. La verità è che mi sono presentata alla lezione di prova stanchissima e con la faccia annullata da 10 ore di ufficio e 2 di traffico, instabile sul tacco 12 e poco preparata all’esperienza. (Amy Winehouse non avrebbe mai fatto bourlesque, è un chiaro segno). Già, perchè di fronte alla richiesta di comunicare a se stesse tutto il nostro amore (per le stesse medesime) davanti ad un specchio, sono stata colta da panico ed immobilismo. Può anche darsi che io mi voglia bene, ma non al punto di abbracciarmi da sola! Le altre, imperterrite, si facevano un sacco di complimenti gestuali. Le cose sono due: o il bourlesque non fa per me oppure mi odio dato che non sono riuscita a comunicare il mio amore per me in nessuno straccio di modo. Mi guardavo e pensavo ad un ipotetico corso di basket. Ripetendomi che non cercherò mai di comunicare ad …

Convention da single o single da convention (e millefoglie di verdure)

Stanotte parto per la convention annuale. L’unica single su 60 coppie e 120 persone. Ok, cosa c’è di strano? Nulla! Mi preoccupa molto di più la mia peggiorata sindrome da ‘cantante post mortem’. Ogni volta che un cantante abbandona questo mondo, non faccio altro che ascoltare ossessivamente le sue canzoni. A voi sembra sano? A me non molto. L’anno scorso ho letteralmente suicidato i miei colleghi ascoltando solo Michael Jackson (e canticchiando anche). Adesso è la volta di Amy Winehouse e sembra che ‘Tears dry on their own’ sia l’unica canzone lasciata in dono ai mortali di questa terra da una potenza occulta: il mio dito sul tasto ”repeat” ogni mattina alle 9.00. I mie colleghi sono molto gentili a non avermi ancora ridotta in una ‘collega post mortem’. Sono agitata perchè lunedì prossimo, in convention, ho da fare una presentazione di dati di mercato: un casino di numeri che a me personalmente non dicono un accidente di niente. Sono costretta ad imparare i commenti sui dati a memoria per non limitarmi a scorrere le …