Benzina, crisi e dolci aperitivi :)
Come credo molti di voi sappiano già, io lavoro piuttosto lontano da casa. Piuttosto, piuttosto: diciamo un 140 km al giorno tra andare e tornare. Con i tempi che corrono fare benzina equivale ad affrontare un investimento di quelli seri, pensate che per fare il pieno alla mia macchina ormai occorrono una novantina di euro (e lasciamo perdere tutte le equivalenze possibili per il mio benessere psico-fisico: 4 settimane di investimento serio in gasolio equivalgono ad 1 borsa di Gucci, cioè 12 borse nuove all’anno; in alternativa alle borse, in 4 anni potrei anche comodamente comprare un solitario di Tiffany, 1 carato minimo). Vista l’enorme crisi economica che sta colpendo anche il mio nucleo familiare, cioè me, per risparmiare ho dovuto prendere in considerazione l’opzione di farmi benzina da sola, mentre fino ad oggi ho sempre evitato molto accuratamente questa possibilità, schivando la parola Self Service come la peste: il distributore di benzina, ossia lo scatolone che segna i litri, i soldi che stanno per rapinarti e che ha la pompa inserita sul fianco destro, …




