Autore: Marina

Succo di frutta home-made (e partita)

A parte che ho serie difficoltà a pensare che fra 8 ore sarò ancora solida e non liquefatta, quello che mi aspetta è la visione della partita stipata in un birreria qui in zona. Ho promesso a Fra che lo avrei accompagnato, ma me ne sto già pentendo. Uno dei pochi pregi della mia vita passata era sicuramente il fatto di essere automaticamente esclusa dagli eventi calcistico-mondani in quanto ‘essere di sesso femminile’. L’invito quindi è giunto inaspettato e non ho avuto la prontezza di esplodere in una fragorosa risata. Non che la finale mi lasci completamente indifferente, ma avrei potuto guardarla con la coda dell’occhio comodamente stirando nel mio salotto, impastando il pane o eliminando il calcare dai rubinetti. Invece l’idea di essere accorvata ad un tavolaccio di bar, in mezzo a degli scimmioni urlatori, mi scoraggia sempre più. E poi io dico sempre le cose sbagliate in questi casi, come la frase ‘buona partita’ quando qualcuno va allo stadio prima di un grande evento. Le mie parole vengono accolte con toccate di ‘pacco’ …

Torta ripiena con fiori di menta e monologo

‘Mari, ma la lavastoviglie è piena di roba sporca o pulita?’ Un uomo con un piatto da lavare in mano apre la mia lavastoviglie, solo dopo aver fatto la domanda, la richiude e ripete:  ‘Mari, ma la lavastoviglie è piena di roba sporca o pulita?’. ‘Scusa, ma non hai semplicemente visto se le stoviglie sono da lavare o no? Certo, bisogna avviarla, è piena di piatti sporchi!’ ‘Mari, ma i tuoi piatti sono puliti anche da sporchi, ecchevvuoi da me? Guarda, guarda questo bicchiere… ti pare sporco?’ -‘Se guardi i bicchieri dell’acqua è ovvio che non capisci! Guarda la pentola!’ – ‘Quale di preciso?’ -‘Quella che sta nel baule delle mia macchina….’ -‘Ah, allora il piatto per il momento lo appoggio nel lavandino’. L’uomo in questione trotterella sereno verso il divano e mi lascia col mio piatto a domandarmi se è una tattica per non riempire la lavastoviglie oppure se nella testa ha tanti sonagli che scodinzolano la Lambada al posto di un cervello vero. Però, incredibile, l’uomo in questione mi fa sorridere. Un tempo …

Hummus e un orrore di film

L’amico speciale guarda un film dell’orrore. Io mi sono rifugiata nel blog perchè temevo mi venisse un infarto: ogni urlo, ogni cambiamento di nota proveniente dal televisore, mi faceva sobbalzare e provocava gesti inconsulti (ho anche rotto un bicchiere con un’alzata di piede involontaria), mentre adesso l’Hummus mi distrae abbastanza, sento tutto, ma non ci bado. Io non sono fatta per questo tipo di emozioni, io ho PAURA, va bene!? Non è necessario che mi facciano vedere in televisione le mie ansie più profonde, io le vedo benissimo comunque. So già che passerò notti e notti tenendo fuori dalla coperta solo gli occhi e sobbalzando ad ogni minimo rumore e che se dovessi andare in bagno lo raggiungerei di corsa guardandomi le spalle.  Comunque, se anche io non fossi una gran fifona, ogni urlo proveniente dal televisore, ogni cambio di nota, fa  sobbalzare il povero Sushi, che poi sviene: si aggira per la casa e mi guarda disperato – rumore televisione- gatto che si lascia scivolare per terra e resta come morto. E’ strano questo …

‘Sedere’ sul prato (e Danubio)

Ieri sono stata ad un evento per me assolutamente eccezionale: un pic-nik. Giuro che avevo il sedere appoggiato sull’erba, cosa che non mi capitava da almeno 20 mesi e nessun senso di disagio. Io e la natura siamo come me e la palestra. Nel verde vedo enormi insetti ovunque, quando sotto i piedi non trovo asfalto, parquet o piastrelle, li vedo che mi vengono incontro brandendo dei coltelli tra i denti e minacciandomi con le loro zampine.  Poi arriva l’orticaria… mi gratto da tutte le parti, mi arrosso, mi si scolla la pelle, lasciando lo strato sotto pronto per l’ustione solare che ne segue immancabilmente. Ecco, questa sono io in campagna, senza contare che vorrei lavarmi le mani ogni 5 secondi, mi scappa la pipì, ho sete e ho la tenuta radical-city ovviamente sbagliata per l’occasione (bolle ai piedi, maglia di Patrizia Pepe rovinata dall’erba, tanga che mi taglia in due… cosa? Ovviamente il sederone appoggiato sul prato). Invece ieri: MAGIA! Niente orticaria, niente insetti minacciosi, niente vestiti scomodi, niente sete. Fame sarebbe stato impossibile …

Cena in terrazza, formaggio home made e pomodorini glassati

Per fortuna che la cenetta da Kika ha risvegliato in me un po’ di voglia d’estate. Cenando sul suo delizioso balconcino, in una sera quasi e finalmente afosa, mi sono resa conto che in casa mia manca davvero un angolino all’aperto abbastanza spazioso da contenere un tavolino per procurarmi quel senso di ‘vacanza’ anche nei giorni infrasettimanali (da ragazza abitavo con i miei in una casa dotata di giardino pensile di 70 mq all’ottavo piano. Da lì ridevo di chi s’azzardava a dire che a Milano si vive male… Adesso ogni tanto sono costretta a dar loro ragione (ma solo a volte, miei cari colleghi bergamaschi!).  Il mio balcone attuale è lungo, ma talmente stretto, che potrei giusto pensare di metterci due sedie,  tenere il piatto sulle gambe e i bicchieri nel vaso del Gelsomino. Certo, sarei molto comoda in termini organizzativi, visto che il balconcino si affaccia in cucina (meglio dire il contrario forse). In alternativa potrei organizzare una cena nel giardino condominiale, che è davvero bellissimo – addirittura fontana d’epoca e roseti munito …