Bourlesque (e Straccetti di pollo al pesto di zucchine)
Esatto: bourlesque. Ritenevo potesse essere uno sport (sport?!) molto adatto a me e ideale soprattuto per darmi qualche gratificazione e una buona dose di divertimento. La verità è che mi sono presentata alla lezione di prova stanchissima e con la faccia annullata da 10 ore di ufficio e 2 di traffico, instabile sul tacco 12 e poco preparata all’esperienza. (Amy Winehouse non avrebbe mai fatto bourlesque, è un chiaro segno). Già, perchè di fronte alla richiesta di comunicare a se stesse tutto il nostro amore (per le stesse medesime) davanti ad un specchio, sono stata colta da panico ed immobilismo. Può anche darsi che io mi voglia bene, ma non al punto di abbracciarmi da sola! Le altre, imperterrite, si facevano un sacco di complimenti gestuali. Le cose sono due: o il bourlesque non fa per me oppure mi odio dato che non sono riuscita a comunicare il mio amore per me in nessuno straccio di modo. Mi guardavo e pensavo ad un ipotetico corso di basket. Ripetendomi che non cercherò mai di comunicare ad …