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Rosette di pasta (e scoprire il bello del superficiale)

E poi è arrivata l’illuminazione. Da ‘pause’ passo a ‘stop’. Qui non se ne può proprio più di pensare, di cercare, di chiedersi e di aspettare. Qui c’è una gran voglia di prendere tutto quello che viene offerto senza farsi troppi scrupoli morali. Alla domanda ‘è una cosa seria’ vorrei rispondere senza abbassare la testa, ma con un vigoroso no con scossa orizzontale di frangetta (e magari aggiungendo un bel sorrisone). Adesso non si pensi che abbia preso il sopravvento Lily la tigresse, ma anche la parte Suoraccia di me ha bisogno di una bella vacanza alle Maldive (no, altrimenti la seguo, diciamo in Tibet a scoprire le antiche tradizioni, ecco). Qui c’è voglia di vita e di smettere di avere fretta di inseguire chissà quale sogno di stabilità. Per la prima volta mi rendo davvero conto di come questa inaspettata libertà potrebbe risultare appagante smettendo di considerarla una ‘condizione minore’. La minorata single si è trasformata nella libera sorridente, anche se sarebbe stato meglio nella single maggiorata.. ma forse a quel punto avrei risolto …

Pizzoccheri con farina di castagne e fonduta (e: non è mai oro quello che luccica)

Ed eccovi un’altra dis-avventura dopo l’ennesima uscita con ragazzo: questo è carino sul serio, esattamente il mio genere! E allora perchè parlo di dis-avventura? In effetti mi sembrava strano che un figo del genere, dell’età giusta, con il lavoro giusto e la vita giusta fosse ancora single. Avrei dovuto capire fin dall’inizio che qualcosa non andava. Cena perfetta, dopo-cena anche meglio e per la prima volta mi lancio e lo invito a casa (udite, udite!). Da qui inspiegabilmente il dramma. E io che mi chiedevo, ormai distrutta dalla delusione: ‘Ma come può essere andata così?’ … La risposta non posso postarla.  Ps. Eh lo so che oggi il post è un po’ criptico, ma se mi metto pure ad affrontare certi argomenti rischio di perdere il titolo di ‘mini food blogger’ per beccarmi quello di ‘mini sex drama’. PIZZOCCHERI CON FARINA DI CASTAGNE E FONDUTA DI BRANZI 250 gr di farina di castagne 150 gr di farina di grano saraceno 100 gr di farina 250/300 gr di acqua 250 gr di verza 200 gr di …

Gente amabile, tra bradipi da tennis… (e risotto fichi e robiola)

Una cosa voglio dire questa notte, che non avevo ancora scritto, ma che ho pensato tante volte negli ultimi mesi: io adoro la gente. Le persone in genere mi piacciono tantissimo, quelle comunicative, che parlano e quasi ti parlano sopra, tanta è la voglia di esprimersi. Se sono sopravvissuta e così spesso sono felice, lo devo a loro. Lo devo a chi mi rivolge la parola nello spogliatoio femminile del tennis e mi fa sorridere, a chi mi invita ad un corso di cucina perché lo ho inavvertitamente macchiato di panna montata, a chi mi ha fatto benzina e mi ha parlato della figlia che va male a scuola, alle blogger che ho conosciuto sabato scorso. Non sono una tipa da post romantico, ma ogni tanto un po’ di cuore ci vuole e quello che ho avuto, voglio restituirlo. Fine del momento romantico. Adesso mi chiedo, ma tra tutta questa gente, possibile non ci sia un bel ragazzo comunicativo (magari single)? Oggetivamente, l’unico maschio del mio corso di tennis è il gemello di Sid, il …

Mari Film Festival: da uno sconosciuto all’altro (e Mafaldine teen spirit)

Lo sconosciuto è arrivato ed era carino più o meno quanto lo ricordavo. Al ristorante non ho fatto in tempo a prendere il menù in mano che ha dichiarato: ‘Vado alla toilette’. Ho sorriso e sono rimasta in attesa. Dopo 8 minuti buoni non era ancora tornato. Una volta pronti ad ordinare, è andato nuovamente in bagno. Me ne stavo seduta lì e pensavo a quali parole usare per descrivervi la stranezza della cosa. Finalmente è tornato a sedersi e solo allora mi sono resa conto che era madido di sudore, ma ragazze, intendo proprio gocciolante. Gli ho chiesto se andasse tutto bene e mi ha risposto che soffre molto il caldo, ma che era tutto assolutamente a posto. Vedendo che il suo modo di soffrire il caldo era un po’ eccessivo per la mia sopportazione (non sapevo se offrirgli un Cleenex o un asciugamano) ho cercato di deviare la sua scelta verso cibi poco piccanti e mi sono detta disponibile ad evitare il vino. Faceva caldo, ma non abbastanza per grondare come un rubinetto …

Crema yogurt e zucchine (e festival a go go)

Arrivata al mare una delle sciamannate mi ha scritto che la stessa sera si sarebbe andate tutte ad un festival in un paese vicino. Che genere di festival potesse esserci da queste parti non mi era ben chiaro, ma tramortita dalla proposta così coraggiosa e inconsueta, non mi sono fatta molte domande. Ciò premesso, nessuna di noi ha la macchina (conniventi, fingiamo di non averla, perchè prenderla e parcheggiarla sarebbe troppo faticoso), siamo saltate sulla ‘corriera’ e siamo scese alla fermata sbagliata. Abbiamo camminato circa 25 minuti e siamo giunte al ‘festival’, uno spiazzo con qualche bancarella e un palco sul quale un gruppo suonava roba simile a quella delle ‘Vibrazioni’, ma molto peggio: ‘Tu, che mi piaci da farmi stare male, mi togli il respiro e mi fai sempre restare; tu che mi sveglio la mattina e sei via, ma che male che mi fai, Madonna mia’ (cito testualmente). Siccome ero davvero stufa di piangere, ho riso tanto, ma proprio tanto. Rido e sorrido ogni giorno, da che sono qui, qui non esistono vili …