Autore: Marina

Cooktails: il mio Professional Cooking Plan

Seratona ragazzi, dopo anni inauguro una nuova sezione del blog (che non legge nessuno, lo so). Come avevo annunciato ho cominciato un corso di cucina professionale e la prima lezione è stata interessante e comica abbastanza, da persuadermi a dare un nome a tutta questa vicenda e a trovarle un divano letto tra queste pagine, curiosa di capire come evolverà il tutto, perchè non ho dubbi che la mia via debba essere quella di cucinare, che questo mi paghi un giorno le bollette, oppure no. Lo Chef mi piace, si vede che è appassionato, inoltre mi sembra di aver capito che è uno sperimentatore, amante delle tecniche moderne: mi ha fatto una tale testa con la ‘cottura sottovuoto’, che naturalmente ho ordinato su Amazon tutta la strumentazione necessaria, che mi auguro non faccia la stessa fine dell’essiccatore, che ora guarda incantato il lampadario della cucina, appollaiato sul mobile più alto che avessi. Entrambi, essiccatore e lampada, guardano me perplessi. Lo Chef è severo, su questo non ho dubbi: durante la prima lezione, dopo avermi descritto …

Mariage (E risotto stellato)

Ieri si è sposata la mia migliore amica ed io ero la testimone. Giunta a Villa Reale con largo anticipo ho visto arrivare più o meno tutti gli invitati e avvicinandosi l’ora della cerimonia mancava solo la sposa. Sposa che ha cominciato a farsi aspettare. Aspetta, aspetta un’impiegata del Comune alta 50 cm e larga 90 cm è uscita nel portico starnazzando minacciosa che dovevamo sbrigarci, puntando dritta verso di me (strano, eh?!), perchè mezz’ora dopo si sarebbe svolto un altro matrimonio. Innanzitutto mi ha presa per la sposa, temo a causa del mio molto fuori luogo spolverino bianco. Chiarito l’equivoco deve aver pensato fossi la wedding planner, dato che mi ha chiesto, sempre molto gentilmente, di buttare tutti gli invitati all’interno della sala, rincuorandomi con dolci parole del tipo: ‘qui, vi salta il matrimonio, se non vi ”spizzate” (eh?!). Devo aver invitato ad entrare anche qualcuno del matromonio prima, ma pazienza. Un po’ preoccupata mi dirigo allora verso lo sposo, per sapere se avesse notizie della fidanzata, ma non sono riuscita ad ottenere risposta, …

Brioche intrecciata 70% e ‘Professionista’

L’idea in grado di rivoluzionare la mia vita non è ancora arrivata. Per questa ragione ho deciso di introdurre una nuova variabile nella mia routine, un po’ per complicarmi l’esistenza (altrimenti non sarei io), un po’ per evitare di cedere allo sconforto di un momento professionale nel quale mi sto chiedendo se tutto ciò faccia veramente per me, perchè valutando i risultati, non si direbbe proprio e non certo per scarsità di impegno e dedizione.  Corso di cuoca professionista. Mi sono informata per anni e non ne ho mai trovato uno che coincidesse con i miei orari (che comunque non coincidono con niente). Questa volta mi sono finalmente imbattuta nella scuola di cucina di uno chef disposto a personalizzare sia il calendario delle lezioni, sia il piano di studio. Diciamo pure che un corso intesivo che si dovrebbe svolgere in 3 mesi, riuscirò a completarlo in non meno di 10. Sono felice lo stesso. A cosa mi servirà? Non lo so. Il mio sogno non è quello di lavorare in un ristorante, anche perché friggere …

Risotto di Viviana Varese (e ricerca di un’idea)

Uno dei momenti più belli della mia vita è stato il primo giorno di congedo maternità. Ero per la prima volta padrona del mio tempo, senza sensi di colpa al pensiero della mia scrivania vuota e senza ansie, con milioni di cose da fare, tra cui finalmente qualcosa anche per me. E da così tanto non mi capitava di poter disporre della mia giornata, che sembrava un giorno di vacanza, sole perenne: passeggiare per andare a fare le analisi del sangue, vedere un’amica e fare colazione per due ore, andare a visitare nidi, acquistare reggiseno XXL e pomodori sardi al mercato. Tutto: ‘con calma’. Anche i mesi successivi,  con bambina al seguito, non sono stati affatto male: magari eravamo padrone del mio tempo insieme, magari non ho più avuto tutta quella calma, ma la libertà di prendere e andare non ce la poteva togliere nessuno e non ci siamo mai annoiate, nemmeno per un secondo. Quel primo giorno  a casa però mi è rimasto impresso e lo ricordo con incredibile nostalgia.  Non si tratta di …

Panini alle noci e cabina del telefono

Il primo giorno di lavoro, al rientro dalla maternità, mi hanno convocata nell’ufficio ‘informatica’. Vengo accolta da larghi sorrisi e sguardi compiaciuti e mi comunicano che sono fra gli eletti che hanno diritto al ‘nuovo’ telefono aziendale. Guardo il mio Nokia 1670 (perchè in quell’anno fu probabilmente prodotto) e sono sollevata all’idea di non doverlo più nascondere a causa dello scotch che lo tiene insieme a stento e dello schermo frantumato. Uno dei ragazzi sfodera una sorta di Ipad nuovo fiammante dalla scatola e mi dice fiero: ”Ecco, il tuo nuovo telefono”. Lo prendo con due mani, una non basta, e lo guardo. Bello, eh! Un tantinino ingombrante, forse. ”Eh, diciamo pure che serve la borsa del PC per portarselo dietro, però le prestazioni sono davvero ottime, se trovi il tasto per accenderlo”. Molto bene. Aggiunge poi: ”La fodera è a nostro carico e ti consiglio di comprarla, perchè è così grande, che è facile che lo schermo si rompa”. Una domanda mi sorge spontanea: ”Scusa, nostro nel senso che siamo un’unica grande famiglia quindi …