Bò: tutte e nessuna
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Arancini aromi e gamberi, una sera in cucina

Un mio caro amico, in occasione del suo compleanno, mi presenterà il cugino, rimasto single senza volerlo dopo 11 anni di solida relazione. Il mondo si divide tra chi non ti aiuta, chi ti ascolta e chi ti propone un cugino. Ho scoperto che questa ultima categoria è apprezzabilissima. Solo l’idea di conoscere qualcuno mi aiuta ad avere un umore migliore, anche se non ho alcuna speranza che il cugino in questione sia carino, adatto a me e naturalmente che io sia il suo tipo. Stasera sarebbe davvero utile avere un fidanzato che mi consoli e coccoli un po’ davanti ad un bel film, di quelli lunghi e pesanti che piacciono a me. Invece questa è un’altra serata che devo passare a casa da sola, sono veramente troppo stanca per uscire e non ho trovato amiche libere per un film mattone a casa mia (non le biasimo). Ne approfitto e mi dedico ai fornelli e per questo post non mi piango addosso. Prima di mettermi al lavoro, crocchette ai gamberi con il risotto avanzato di ieri. Sono semplici e banali, ma sono talmente contenta che rientrata dal lavoro ci fosse abbastanza luce per fotografarle, che adesso devo pubblicarle per forza!


ARANCINI AROMI E GAMBERI (CON IL RISOTTO DI IERI)

Risotto avanzato dal giorno prima (se ha riposato una notte in frigo sarà molto più facile formare gli arancini)

Gamberi freschi (dipende da quanto riso avete, diciamo almeno 1 per crocchetta) 

1 uovo

Pangrattato

Sale e pepe

Olio per friggere

Avevo preparato un risotto semplicissimo, cotto in un soffritto di cipolla, irrorato di brodo e 1 bicchiere di vino bianco e condito a fine cottura con un abbondante trito di basilico, timo ed erba cipollina. Burro e formaggio ed era pronto. Suppongo possa andare benissimo l’avanzo di quasi tutti i tipi di risotto comunque. Comunque veniamo agli arancini: ho sbollentato i gamberi in poca acqua salata per qualche minuto dopo averli privati della testa e lavati. Una volta cotti  li ho privati del guscio e della coda. Ho preso un po’ di riso e lo ho appiattito sul palmo della mano sinistra, ho messo un gamberetto nel centro e poi chiudendo la mano gli ho formato una palla di riso intorno. Con entrambe le mani ho dato una forma allungata premendo bene in modo da compattare il tutto più possibile. Ho passato ogni crocchetta nell’uovo sbattutto con sale e pepe e poi le ho ricoperte con il pangrattato. A questo punto ne ho fritta qualcuna e la ho fotografata, ma non è indispensabile (poi le ho dovute mangiare quasi fredde), molto meglio friggerle tutte e gustarle bollenti, possibilmente con qualcuno…


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3 Comments

  1. kimbo says

    L’arancino tira sempre! e poi questi, cosi piccolini, sono carini carini, eleganti e intriganti come tutte le cose che prepari!
    Vedo che il Vile non è stato nominato e me ne rallegro. Vale di più un arancino di un vile.
    Consiglio di provare anche arancini di zucca con ripieno di scamorza affumicata (quella saporita però!).

  2. Mmm, dopo la cena a base di insalatona, gli ex arancini (di ieri) valgono più di qualsiasi ex (vile) fidanzato….. ma la scamorza è proprio porcella, mi fa venire in mente piastra e lardo di colonnata……

  3. Anonimo says

    Davvero Invitanti e delicate queste crocchette. E poi mica scema l’idea di riciclare il riso del giorno prima con una ricetta facile facile.

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